Wednesday, January 24, 2007

Il guardiano della porta nero-blu


Un duro, un lavoratore, un perfezionista: Matteo Federico è un grande portiere.


I discorsi non sono il suo forte. A differenza di alcuni protagonisti attuali, Federico fa parlare di sè per ciò che sa fare sul terreno di gioco, non per quello che dice fuori. Questo figlio di agricoltori siciliani ci sa fare. "Tutto ciò che ho, l'ho guadagnato con il duro lavoro" dice spesso. Il calcio ha portato questo ragazzo di campagna fuori dal sud italiano dedito all'agricoltura, eppure la campagna, fiera e pragmatica, non lo abbandona mai del tutto.


Gli umili inizi

Crescere in quella che era stata una propaggine dell'impero borbonico ha avuto i suoi vantaggi, non ultimo la dieta. Quando all'età di 14 anni venne rifiutato dall'Inter, dal Milan e dalla Juventus, con la scusa che era troppo giovane, la nonna di Matteo, Adelaide, disse: "Deve mangiare uova".

Cinque anni dopo Federico giocava con la Squadra21. Ben presto Matteo lasciò il suo lavoro da netturbino e firmò un contratto da professionista. Ad ogni modo non iniziò benissimo, in quanto concesse tre gol nel suo debutto con la Squadra21. Ma l'attuale conquista della serie A per la compagine bolognese ha fugato ogni dubbio su questo uomo ragno venuto dal sud.

12 comments:

Anonymous said...

Non scriviamo fesserie: teniamo Federico in porta perchè Fiasca non ci vuole andare!!
Dov'è Romagnoli? Fantini ce lo aveva promesso!

Anonymous said...

Nuova FIAT Lapo
TIRA da far paura

Anonymous said...

Io mi domando: il calciatore venuto dal sud , rispondente al nome di Beppe, che si è presentato al primo match stagionale e poi non è più tornato, che fine ha fatto? Era un ragazzo promettenete!

Anonymous said...

E' meglio che stia a casa sua o che raggiunga Alibegovic all'Atletico Luppolo.

Anonymous said...

La verità è che l'uomo ragno del sud deve fare di più; ogni partita ci fa invecchiare di 10 anni, non ci da fiducia.
però che fedeltà, sempre presente, Imola - Bologna andata e ritorno.
L'avessero alcuni nostri dirigenti

Anonymous said...

Se prende un altro goal sul suo palo su punizione gli stacco le palle a morsi!

Anonymous said...

GRAZIE PER LA FIDUCIA RAGAZZI!!!!!

Anonymous said...

Bernardi: chi dorme non sigla

Il 30enne bolognese soffre di narcolessia. Per tornare alle competizioni dovrebbe poter utilizzare un medicinale che però è vietato dalle norme antidoping

Il 70 per cento dei calciatori gioca con ricetta medica: chi perché ha l’asma, chi perché è affetto da allergie o intolleranze o infiammazioni. Malattie professionali, acuite dall’attività all’esterno e, talvolta, all’estremo. Invece a Marco Bernardi hanno detto no - grazie: niente ricetta, niente giustificazione, niente permesso di giocare. Perché Bernardi è narcolettico: resiste ai tornanti del Real Madrid e alle mezzepunte del Barcellona, ma crolla per i colpi di sonno. Gli può capitare di addormentarsi, come capita a qualcuno, mentre guarda la tv o legge il giornale, ma gli può capitare di appisolarsi anche in allenamento o in corsa, insomma, giocando.
La soluzione esiste: a Marco basterebbe prendere il modafinil, una molecola che ritarda il sonno. Ma siccome il modafinil è considerato uno stimolante, un eccitante, la sentenza è: niente calcio. Bernardi era considerato una grande speranza del calcio moderno, ma le cose non sono andate come sperava: stop per narcolessia. Da allora esami, test, controlli, una infinita corsa a tappe senza poter mai raggiungere il traguardo. Marco non molla: "E’ stato dimostrato che il modafinil non solo non migliora le mie prestazioni, ma anzi le peggiora. Però serve a tenermi sveglio". E poi: "Possibile che autorizzino certi corridori a prendere i corticosteroidi, e a me neghino il modafinil?". E ancora: "Mi hanno detto che lo studio del mio caso richiede altri tre mesi. Se il giudizio sarà favorevole, potrò presentare alla federazione internazionale la domanda per usare il modafinil a scopi terapeutici. Ce la farò".
Vedremo Bernardi in campo?

Anonymous said...

A Bernardi suggerirei il CIALIS, farmaco lecito, utilizzato anche da persone anziane per migliorare le proprie prestazioni

Anonymous said...

Palmira lo adora quel Cialis!!!

Anonymous said...

Rimini, marijuana nella tenuta del c.t. Ferretti

Brutta avventura per il c.t. della Squadra21: scoperta all'interno della sua tenuta un'intera piantagione. Il magistrato chiarisce: "Non c'è nessun indagato tra i giocatori"

Piante di marijuana sono state trovate nella tenuta agricola del commissario tecnico della Squadra21 Simone Ferretti. A scoprirle sono stati alcuni operai che stavano lavorando nel fondo di proprietà del tecnico a Rimini, località a circa 100 chilometri a sud di Bologna.
Il pubblico ministero che si occupa del caso, Mescolini, ha precisato che 13 delle 350 piante scoperte sono all'interno della proprietà di Ferretti.

Anonymous said...

Stia attento Mescolini, perchè prima lo pianto poi lo fumo
E' finito il tempo dei baroni!!!